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Pierre Sow
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Les rois du ndombolo
(Jeune Afrique, 4 maggio 1998, p. 168)
On les appelle les Chégué. Orphelins ou simplement enfants de la rue, SDF dans une ville dont ils ont envahi les trottoirs. On les rencontre plus fréquemment place de la Victoire à Matonge, l'un des quartiers les plus chauds de Kin-la-Belle. Ils ont ausssi fait du grand marché, de la gare centrale ou encore du rond-point Kimpwanza, près du palais du Peuple, leurs " territoires ".
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I nuovi re di Kinshasa
(Internazionale, 29 maggio 1998, p. 30)
Li chiamano chégué: orfani o semplicemente figli della strada, senza fissa dimora in una città di cui hanno invaso i marciapiedi. Li si incontra maggiormente in place de la Victoire, a Matonge, uno dei quartieri più caldi di Kinshasa-la-Belle [soprannome di Kinshasa]. Ma tra i loro "territori" ci sono anche il mercato grande, la stazione centrale e la rotonda di Kimpwanza, vicino al Palazzo del Popolo. Lustrascarpe, venditori abusivi di noce di cola, noccioline americane, sigarette o uova, questi ragazzini hanno anche la cattiva reputazione di essere dei borsaioli. Costretti a piegarsi alla dura legge della sopravvivenza che i congolesi solo soliti chiamare "articolo 15" (il quindicesimo articolo di una Costituzione che ne contemplava solo quattordici), e quindi a sbrogliarsela per racimolare un pasto, setacciano, alla fine della giornata e fino a tarda notte, i dintorni dei piano-bar e dei nganda [luoghi di ritrovo], e, per alleviare la tristezza, trasformano l'asfalto in pista da ballo.
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